

Ammettiamolo, il costante aumento delle quote rosa nel mondo delle moto è un’evoluzione su cui pochi avrebbero scommesso fino a qualche anno fa.
Anche la moda se ne è accorta e ci corteggia: un segno dei tempi.
Nel 1897 Lea Lemoine sfrecciò sulla pista per il primo campionato francese riservato alle donne in gonna, stivaletti, camicetta e cappello.
In seguito ci fu il debutto delle tute con le “saponette” al ginocchio, dei caschi in policarburato e le centaure si uniformarono alla moda dei maschi.
Oggi, in un certo senso, abbiamo riscoperto le nostre radici.
È vero, le ragazze usano i pantaloni tecnici, le giacche con le imbottiture, gli stivali rinforzati per esigenze di sicurezza.
Ma, a guardare bene, non si confondono con i “colleghi” maschi.
Non più.
Ora le biker quando non vanno in pista scelgono i pantaloni sagomati, le giacche sciancrate, i giubbotti disegnati su misura.
Qualcuna – e non poche – sale in sella anche con la gonna.
Poi un foulard di fiori al collo e magari un paio di orecchini sotto il casco foderato di tessuto fantasia.
Andiamo ragazzi, guardateci bene: non siamo più mosche bianche.
E tanto meno dei “maschiacci”.
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