All’inizio del Novecento questa tendenza trovò un proficuo punto di contatto con le avanguardie artistiche ( in Italia il Futurismo), e fra le due guerre s’incarnò in particolare nell’esperienza del Bauhaus, la scuola di arti applicate diretta da Weimer e poi a Dessau da Walter Gropius.
Il primo laboratorio che vi venne aperto fu proprio quello dei tessuti, e il suo programma comprese anche la tintoria, sulla base della sperimentazione e della connessione “forma-colore-materiale”.
Al di là di queste esperienze ancora tutto sommato d’avanguardia, il geometrismo e lo spiccato cromatismo furono comunque la cifra dominante della moda del periodo, prima che il rigore scuro e militarista dei regimi totalitari sancisse il temporaneo “ritorno all’ordine” degli anni Trenta.
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