È un’idea che gli si è chiarita nel tempo e che spiega con semplicità.
“Ho deciso di dividere i profitti in quattro parti. La prima destinata all’azienda, la seconda per me e la mia famiglia, la terza va ai ragazzi che mi aiutano nell’impresa. La quarta è destinata ad abbellire il mondo. Come diceva l’imperatore Adriano: mi sento responsabile della bellezza del mondo”.
Strana specie di sognatore pragmatico, Cucinelli è convinto di trovare azionisti che credano nella sua visione e dunque che investano per veder crescere il valore della società nel tempo.
In un legame che non è fatto solo di dividendi e capital gain, ma dalla convinzione di far parte di una comunità. Dove tutto sembra un’utopia, ma i risultati economici sono in continua ascesa e il fatturato di quest’anno è previsto intorno ai 245 milioni di euro, quasi il 21 per cento in più del 2010.
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