L’ULTIMA DEI CINQUE : Roberta di Camerino
Sorelle Fontana
Emilio Pucci
Ken Scott
Livio de Simone

Si è spenta a 90 anni a Venezia Giuliana Coen Camerino, la signora del trompe -l’oeil.
La signora della moda si era sentita male nella sua barca ( ci viveva 6 mesi l’anno) in Istria poche ore prima.
I funerali saranno celebrati nel ghetto di Venezia e la salma portata poi al cimitero ebraico del Lido.
Stilista e creatrice di moda, era alla guida di una delle maison italiane più famose al mondo.
La giovinezza ricca e felice, presto lascia il posto ad una maturità che la vede profuga in Svizzera per sfuggire alle leggi razziali.
La fuga con il marito dalle retate razziste, lei vestita da suora, lui da prete e il primogenito Ugo appena nato, in braccio.
Il soggiorno obbligato in Svizzera la vedrà creare le prime borse in velluto.
Nel 1945, dopo la seconda guerra mondiale, rientra in Italia nella sua città natale e fonda la casa di moda.
Il marchio ‘Roberta di Camerino’ si chiama così perché Roberta è il nome della figlia, mentre di Camerino è il cognome del marito.
Il logo diventato celebre: una cintura intrecciata a forma di ‘R’ maiuscola.
Il suo segno più riconoscibile?
Negli abiti il jersey stampato effetto “trompe l’oeil” con l’illusione di pieghe e bottoni che non esistono.
Negli accessori i foulard ma soprattutto certe sue borse come il “bauletto”
BAGONGHI
“ cicciotella e tarchiata come un nano bagonghi”,
in velluto a fasce verdi, rosse e blu con ricami dorati, che fece impazzire Grace Kelly.
Numerosi i successi internazionali del marchio.
Nel 1956 ‘Roberta di Camerino’ e’ premiata con l’Oscar della Moda, il Neiman Marcus Award.
Nel 1963 sfila per la prima volta nella Sala Bianca di Palazzo Pitti a Firenze.
Negli anni ’70 viene firmato l’accordo con il colosso Mitsubishi Corporation per l’esclusiva in Giappone delle linee dell’azienda.
Cresce intanto il volume d’affari della maison veneziana (alla fine del decennio ammonta a circa 12 miliardi di lire), mentre il Whitney Museum of America Art dedica a Roberta di Camerino una retrospettiva con i suoi disegni.
Nel 1981 la prima autobiografa intitolata ‘R come Roberta’, pubblicata da Mondadori e scritta con il giornalista Marco Mascardi.
Alla fine degli anni ’90 si consolida la maison.
Nel 1995 si inaugura alla Galleria del Costume di Palazzo Pitti la donazione ‘Roberta di Camerino’.
Una raccolta di abiti e accessori entrati a far parte della storia del made in Italy, mentre nel 2001 nasce la Fondazione Roberta di Camerino, un’organizzazione no profit con l’obiettivo di offrire accesso ai propri archivi ad università, accademie e istituti di moda.
Instancabile fino alla fine ha continuato a lavorare coadiuvata dalla nipote Tessa, figlia di Roberta e circondata dall’affetto di 5 bis-nipoti.
Nel 2008 il marchio Roberta di Camerino è stato acquisito dal colosso della moda Sixty Group.

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