



Una sfilata della vivace ed esplosiva Agatha Ruiz de la Prada è un evento che confina sempre con il teatro o con gli aspetti favolistici del circo ed è così anche quando la sua ispirazione deriva da un grande e osannato artista come René Magritte.
Nelle mani sapienti e un po’ matte della stilista spagnola, anche i temi surreali e inquietanti del pittore belga si caricano d’ironia e di gioco e ogni impronta psicanalitica dei soggetti onirici di Magritte decade per lasciare il posto al divertimento e all’iperbole scherzosa.
Nella collezione autunno inverno del 2010 tra i coloratissimi abiti-scultura di Agatha possiamo trovare citazioni puntuali ma mai banali e didascaliche di molti dipinti di questo maestro del surrealismo, innamorato dell’illusione ottica e dello straniamento.
È il caso dei busti fatti di gabbie o mattoni, o dei particolari ingigantiti del corpo, o ancora lo scambio tra ciò è interno e ciò che esterno, con abiti che invece di contenerla, diventano carne.
Il tutto ovviamente passato al filtro gioioso e ottimista degli occhiali rosa di una stilista-maga che continuerà a far parlare di sé.




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