
Picasso e i costumi cubisti
Di Pablo Picasso, il più famoso artista di tutto il Novecento si è già detto tutto e tutto si conosce.
Il suo genio estremamente eclettico e versatile, ha fatto sì che l’artista spagnolo sia riuscito a mettere le mani su ogni cosa e a lasciare sempre un’impronta riconoscibile, il marchio di fabbrica del suo inconfondibile stile.
Ha attraversato innumerevoli correnti artistiche e affrontato qualsiasi materiale, riuscendo a trasfigurarlo e a renderlo proprio.
Ma non tutti sanno che nel suo periodo più amato, quello parigino dei primi anni del Novecento, quando si affacciava alla ribalta il rivoluzionario movimento del Cubismo (ad opera sua e di Georges Braque) questo instancabile creatore realizzava anche scenografie e costumi teatrali, trasferendo sulla scena gli esiti delle sue ricerche pittoriche.
Così nel 1917 nasce “Parade” uno spettacolo teatrale che fonde balletto e recitazione, un esperimento assolutamente innovativo e marcato dal segno
dell’eccezionalità per tutti i suoi componenti, a partire da Picasso e proseguendo con il testo di Jean Cocteau, la musica di Erik Satie e la coreografia di Léonide Massine.
Per questo balletto, l’artista creerà appositamente i personaggi dei “manager”, aggiungendoli di sua iniziativa al testo, e realizzerà dei veri e propri abiti-scultura, fatti di sovrapposizioni e scomposizioni di elementi architettonici,che rendevano finalmente reale, la vocazione materica e tridimensionale della sua pittura.
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