
Tutti abbiamo amato gli incredibili abiti, raffigurati nei dipinti di Gustav Klimt.
Magnifici paramenti intessuti d’oro come mosaici bizantini, che lasciavano libero soltanto l’ovale e le mani di creature bellissime, completamente
avvolte da questi mirabili costumi, punteggiati di pietre e decorazioni, al punto da trasformarle in statue di idoli pagani. Ma forse non tutti sanno che il geniale artista austriaco, padre della Secessione Viennese, all’inizio del Novecento ha disegnato abiti da indossare, vestiti eleganti e originali ma anche comodi e confortevoli per quella che per diversi anni è stata la sua Musa e compagna.
Emilie Floge, era la giovane sorella di sua cognata, e con quest’ultima aveva un salone d’alta moda in Mariahilferstrasse, per il quale Klimt creò numerosi vestiti.
Emilie che fu una delle prime donne ad abolire l’uso costrittivo del corsetto, amava indossare queste creazioni morbide e innovative posando come modella nelle istantanee scattate dal pittore.
Ma la sua immagine resta anche impressa nella tela, nel ritratto che lui le fece nel 1902 e nel dipinto intitolato “La vergine” dove Emilie compare al centro di un villuppo sensuale di stoffe e corpi femminili.
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