
LA MODA FA IL PUNTO SULLA CRISI
Per il settore della moda e del tessile italiano il 2009 non è certo stato un anno molto felice e ha causato molte sofferenze alla vari realtà aziendali del nostro Paese.
L’anno che si va chiudendo dovrebbe terminare con un calo del 16%, ridottosi a 45 miliardi di euro e con la perdita di 26.000 posti di lavoro secondo l’associazione Sistema Moda Italia.
Tuttavia esistono segnali positivi tanto che, come ha dichiarato Mario Boselli :
“La discesa è terminata ma la ripresa è troppo lenta e potremmo lasciare troppe imprese per la strada”.
Michele Tronconi presidente di Sistema Moda Italia :
“Bisogna mantenere la filiera produttiva articolata”. Tronconi propone la rottamazione dei software e di cercare di instaurare un circolo virtuoso tra imprese, banche e assicurazione del credito.
Più ottimistici i risultati del settore lusso che appare in netto miglioramento, con una previsione di crescita del 5% nel 2010 dopo le tendenze negative del 2009, che ha visto un calo tra il 5% e il 9% del fatturato.
Per uscire dalla crisi il mondo della moda ha puntato particolarmente sulla green economy proiettando le proprie attenzioni nella realizzazione di materiali alternativi riscoprendo orientamenti diversi nei propri consumatori reindirizzando l’intera filiera produttiva in questa direzione.
Il pensiero verde attecchisce sempre più su nuovi gruppi sociali, che guidano scelte e costumi all’insegna di una sorta di riappropriazione ambientale.
Meglio coprire il proprio corpo con prodotti naturali ricavati dalle nostre piante.
Nel frattempo le aziende strizzano l’occhio a Oriente.
La vera speranza di crescita continua a venire dall’Asia; si stima che il 75% di crescita dell’anno prossimo verrà dal Far East con la sola esclusione del Giappone.
Per le imprese sarà sicuramente fondamentale riconoscere la Cina, che sarà il motore della ripresa, come potenza commerciale.
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