Jan Fabre, abiti del terrore
Quando gli abiti esprimono le visioni di un’anima
Ci sono artisti che inseguono tutta la vita una sola idea, un’ossessione, una disciplina, ma Jan Fabre, artista belga (1958) tra i più noti a livello internazionale sembra voler oltrepassare ogni frontiera, muovendosi sicuro tra teatro, regia, scrittura e arte.
Jan Fabre la sua visione delle cose sembra mescolare due sguardi opposti , in un’alchimia di scienza analitica e immaginario onirico.
Jan Fabre alla rassicurante e domestica forma dell’abito ad esempio, ama quasi sempre legare la provocazione crudele, del materiale con cui è costruito.
L’apparenza armoniosa e accattivante di queste opere infatti , si svela ad uno sguardo ravvicinato che mostra la loro reale natura, composta di sezioni d’ossa tagliate, o di una “tessitura” di coleotteri che ricoprono interamente la struttura
metallica dei vestiti.
Jan Fabre La passione per gli insetti, con cui ha realizzato molte opere, arrivando a ricoprire l’intera volta di un castello, deve essergli derivata dal bisnonno Jean Henri Fabre, uno tra i più famosi entomologi del suo tempo.
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