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IL PREMIO GRILLPARZER-9

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Quando ci fummo seduti e un mormorio indefinibile ebbe fatto il giro dell’intero salone delle feste, la cerimonia potè cominciare.

Credo che i filarmonici abbiano suonato un pezzo di Mozart.

380_175_07-I-0-CU-L912-0273-9008-BFSeguirono alcuni discorsi più o meno lunghi su Grillparzer.

Guardando verso di lei vidi a un certo punto che la signora ministra Firnberg, questo il suo nome, si era addormentata, la cosa non era sfuggita nemmeno al presidente Hunger visto che la ministra russava, molto sommessamente ma russava, russava del sommesso russare ministeriale ben noto a tutto il mondo.

Mia zia seguiva la cosiddetta cerimonia con la massima attenzione, di tanto in tanto, quando in uno dei discorsi c’era un passaggio troppo stupido o anche solo troppo balzano, mi lanciava uno sguardo d’intesa.

Per noi due fu una vera esperienza.

Finalmente, dopo un’ora e mezza circa, il presidente Hunger si alzò, salì sul palco e annunciò il conferimento del Premio Grillparzer a me.

Lesse qualche parola di elogio del mio lavoro, non senza nominare un paio di titoli di drammi che a suo dire sarebbero stati miei, ma che io non avevo mai scritto, ed elencò una serie di celebrità europee, onorate prima di me con il Premio Grillparzer.

Il premio andava al signor Bernhard per la pièce teatrale “Una festa per Boris”, disse Hunger (la pièce che l’anno prima il Burgtheater aveva rappresentato, malissimo, all’Akademietheater) e poi allargò le braccia come se volesse abbracciarmi.

Era il segnale che dovevo raggiungerlo sul palco.

Mi alzai e mi diressi verso Hunger.

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