
Ma la gente si accalcava per entrare e ci urtava di continuo e dovemmo riconoscere che avevamo scelto il luogo più inadatto per aspettare.
Allora, nessuno viene ad accoglierci? pensammo.
Ci guardammo. La sala si era già riempita quasi del tutto, e precisamente al solo scopo di consegnare a me il Premio Grillparzer dell’Accademia delle Scienze, pensai.
E nessuno viene ad accogliere me e la zia.
Con i suoi ottantun anni lei aveva un aspetto magnifico, elegante, intelligente, e in quei momenti mi era apparsa coraggiosa come non mai.
Laggiù sul palco avevano già preso posto alcuni musicisti della filarmonica, e tutto faceva pensare che la cerimonia avesse inizio.
Ma di noi due, che, come credevamo, avremmo dovuto essere il centro della festa, nessuno aveva preso nota.
Così ebbi all’improvviso un’idea: ora entriamo, dissi alla zia, e andiamo semplicemente a sederci lì al centro della sala dove c’è ancora qualche posto libero, e poi stiamo a vedere.
Entrammo e ci dirigemmo verso quei posti ancora liberi al centro della sala.
Molte persone dovettero alzarsi e ci fecero le loro rimostranze mentre ci insinuavamo a fatica nella fila di poltrone.
E ora eravamo seduti in decima o undicesima fila al centro del salone delle feste dell’Accademia delle Scienze e stavamo a vedere.
dressspace blog Un nuovo sito targato WordPress