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IL PREMIO GRILLPARZER-10

KARNEST

Lui mi strinse la mano e mi consegnò il cosiddetto attestato di conferimento del premio, il cui cattivo gusto, come quello di tutti gli altri attestati dei premi che ho ricevuto, era insuperabile.

Non avevo intenzione di dire qualcosa, su quel palco, e neppure mi era stato richiesto.

Così dissi, per soffocare il mio imbarazzo, soltanto un brevissimo Grazie! e subito scesi dal palco e tornai in sala a sedermi.

A quel punto anche il signor Hunger si sedette e i filarmonici suonarono un pezzo di Beethoven.

Mentre i filarmonici suonavano riflettei sulla cerimonia che si stava giusto concludendo, della cui comicità, mancanza di gusto e sventatezza, com’è naturale, non avevo avuto ancora il tempo di rendermi conto sino in fondo.

Non appena i filarmonici ebbero finito di suonare, la ministra Firnberg si alzò, subito imitata dal presidente Hunger, ed entrambi salirono sul palco.

Ora tutti in sala si alzarono e cercarono di farsi largo fino al palco, naturalmente dirigendosi verso la ministra e il presidente Hunger, che parlava con la ministra.

Io, con la zia , me ne stavo lì vicino come raggelato e ascoltavo con crescente sconcerto il brusio sempre più frenetico di quel migliaio circa di persone.

Dopo qualche tempo la ministra si guardò attorno e, con un tono d’impareggiabile arroganza e stupidità nella voce, chiese: “ma dove si è cacciato il nostro scrittorello?”

Io stavo proprio accanto a lei, ma non osai darmi a riconoscere. Presi mia zia per il braccio e abbandonammo la sala. Senza che nessuno ci trattenesse o anche solo prendesse nota di noi lasciammo, all’una del pomeriggio, l’Accademia delle Scienze.

Fuori ci aspettavano alcuni amici. Con loro andammo a pranzo nella cosiddetta Bierklinik Gosser.

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