
Manolo Blahik, il re delle scarpe: la mia vita dalla mamma a “Sex & the City”
A Vigevano ha inaugurato due nuove sale del museo della calzatura.
Si affida ad artigiani locali dall’inizio della carriera.
Manolo Blahnik è un’icona mondiale della moda, ma a vederlo e sentirlo è tutt’altro che “fashion”: in cappotto blu con martingala, papillon e calze a strisce grigie con tallone giallo è piuttosto un dandy d’altri tempi, un signore all’antica di buone maniere e ottimo spirito, così gentile da parlare l’italiano.
Madre spagnola e padre ceco, formazione internazionale: studi di letteratura a Ginevra, d’arte a Parigi, esordi professionali a Londra da scenografo.
Venerava la madre Manuela scomparsa. “Ora non c’è più ma io la penso sempre e in ogni cosa che faccio cerco sempre di essere all’altezza”. “Mi portava a Madrid al Museo del Prado e mi faceva sempre notare piedi e scarpe nei quadri”.
Dopo una piccola parentesi da scenografo, venne la prima volta a Vigevano e cominciò a fidarsi degli artigiani del posto, iniziò la sua ascesa ad un successo mondiale.
Non ama la “celebrities”, è un dandy d’altri tempi che dice cose démodé del tipo: “Ho nostalgia del coordinato scarpa-borsa, le zeppe sono orrende, non si possono comprare vestiti e scarpe on line.”


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