Ne La voce della luna, un’invenzione massima è il paese luogo degli eventi.
In realistico-simbolica anarchia italiana, nella piazza si costeggiano e condensano tutti gli stili architettonici storici d’Italia, la cattedrale medievale, la rocca rinascimentale, il palazzetto borghese umbertino, l’edificio razionalista fascista, la chiesa post-moderna di vetroresina trasparente.
Il centro è assediato da finti cartelloni pubblicitari, parodia goliardica dell’americanismo e della volgarità dominanti nella realtà: il maiale dei salumi Sandrùn,
“With Us Nothing Goes Wasted”,
Con noi non si spreca niente; l’automobile Kartoch3 ( e catorcio significa in romanesco macchina scassata, relitto); l’elefante che erutta schiuma da barba dalla proboscide; la nobile faccia di Leonardo da Vinci usata per raccomandare una compagnia di assicurazioni; la coppia nuda abbracciata, come sotto una campana di vetro, dentro il preservativo “Together, Your Guardian Angel”, Insieme, il vostro angelo custode.
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