Il tono picaresco, i dialoghi stralunati, i personaggi che appaiono e scompaiono, la clamorosa, spudorata assenza di ogni struttura narrativa.
Una predilezione affascinante per gli slittamenti delle mente, per la voluttà di sprofondare, il masochistico piacere per le conversazioni prive di senso, che ancora una volta ripropongono protagonista assoluta la televisione, e il nostro bla bla quotidiano…..
Insomma i nostri giorni, il nostro da fare insensato, i giornali.
Tutti i miei ricordi della campagna di Gambettola: il gobbo del bosco che si faceva dare i soldi per far vedere le tette della moglie.
C’erano tariffe diverse: da fuori della casa, attraverso le persiane chiuse; dalla soglia della porta, con lei in fondo alla cucina col pullover un po’ alzato; senza pullover.
Di solito quattro o cinque contadini seguivano il disgraziato marito dandosi gran gomitate, ridendo eccitati e vergognosi.
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