Anche il costume, come il linguaggio, è un fatto di “langue” e di “parole”.
Il fenomeno più vistoso è la “langue”: il costume collettivo, l’enorme vocabolario internazionale della moda, dei gesti e dei gusti condivisi da tutti, in continua evoluzione.
Ma altrettanto importante è il contributo della “parole” individuale, costituito dai piccoli ma significativi segni introdotti dai leggendari creatori del costume.
Tra di essi la maggior fortuna spetta ai più spregiudicati: Gabriele D’Annunzio, megalomane emblema della vanità maschile.
Vanità che nel costume trova una perfetta corrispondenza nella cravatta.
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