Guernica, Picasso 1937
Etimologicamente il termine camouflage indicherebbe “soffiare una folata di fumo in faccia a qualcuno per distrarlo”;
poeticamentEe “un incanto gettato sulle cose perchè abbiano un senso diverso da quello consueto”.
Fu la Francia ad inaugurare artisticamente la nascita del camouflage, seguita poi dall’inghilterra e dalla Germania che in quel preciso periodo storico si trovavano impegnate nel grande conflitto mondiale.
I cubisti adottarono questa tecnica per elaborare alcune loro opere, tra cui Picasso che con la sua “Guernica” esalta e condanna, al tempo stesso, l’orrore della guerra attraverso il camuffamento, l’inganno percettivo.
I futuristi dell’inizio Novecento, ritenendo la guerra “sola igiene del mondo”, ebbero un’indifferenza spavalda ai problemi pratici e puramente difensivi del camouflage.
Ma fu proprio l’esercito italiano ad adottare per primo, anticipando gli altri, il grigioverde della tela mimetica equipaggiando le truppe paracadutiste con elmetti e camiciotti che potevano renderli invisibili al nemico.
Ma camouflage indica anche l’atto seduttivo rivolto alla costruzione e modificazione dell’esteriorità della nostra immagine, come avviene nel fashion.
Ed ecco che le passerelle delle collezzioni primavera/estate 2010 sono cavalcate da valchirie e da soldatesse camou-chic con top romantici, bluse in voile, sandali pop, tutti rigorosamente CAMOUFLAGE!



Proposte comouflage primavera/estate 2010
Cristina Girelli
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