Ma con queste cifre e con questa visione è proprio necessario entrare in Borsa? “Io ho 58 anni, sono nella giovinezza della vecchiaia, e intendo pensare al futuro dell’azienda.
Oggi la Brunello Cucinelli è un’impresa familiare.
Voglio aprirla al mondo, portare nel consiglio di amministrazione uomini speciali, un filosofo, un pensatore, persone in grado di gestire le differenze.
È il presupposto della custodia che mi ha spinto verso la Borsa: questa azienda deve avere più capitali per affrontare un mondo rapidissimo ma che dà tante opportunità, e dev’essere protetta”.
Non bastano le sue 2 figlie di 28 e 20 anni che in azienda già collaborano?
“Dell’impresa si eredità solo la proprietà, la capacità di gestirla deve essere dimostrata confrontandosi con i manager. E più i manager saranno bravi, più la qualità crescerà”.
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