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BOTTEGA VENETA

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A Londra le prime “personalizzazioni”.

Il lusso degli artigiani. Nel laboratorio dove ogni borsa viene fatta a mano.

Persino Sandra Bullock ha dovuto riconsegnare il vestito, quello color orchidea in tessuto impalpabile, tagliato al laser, con cui ha vinto il Golden Globe lo scorso gennaio: da Bottega Veneta funziona così, niente regali, neppure alle celebrità.

Niente logo, laddove tutti mettono il nome ovunque.

Niente party o serate mondane: lo stilista, Tomas Maier, non sopporta il mix di cibo e moda.

“Dottor No” l’ha chiamato l’edizione americana di Vogue.

Ora però Maier ha acconsentito a questo cambiamento: ciascun cliente potrà farsi fare su misura la propria borsa intrecciata scegliendo: colore, pellame e dimensione.

La Cabat, borsa icona costa 7 mila euro e viene prodotta ogni anno in 500 esemplari numerati. Per farla, Bottega Veneta_Cabat_Bronzerigorosamente a mano, occorre il lavoro di 2 artigiani per 2 giorni.

Qui ogni cosa viene fatta a mano, una sorta di celebrazione dell’estro e dell’abilità artigiana impossibile da trovare altrove.

Bottega Veneta nasce nel 1966 ma solo con l’entrata in ditta di Maier c’è stata l’entrata nel mondo del lusso.

L’azienda ha anche avviato una scuola triennale per 14 studenti, per formare in casa gli artigiani cui affidare le sue preziose borse.

Altra sfida è rappresentata dall’arredamento, al Salone del Mobile di Milano presenteranno piccoli pezzi, caraffe di legno e set di bicchieri.

 

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