
In tutto l’Artico si investivano nella produzione di capi d’abbigliamento, non soltanto abilità e talento, ma anche un’eccezionale quantità di tempo.
Le donne erano depositarie delle conoscenze pratiche indispensabili per trattare pelli di animali ed ottenere abiti caldissimi e del tutto impermeabili, i quali sottolineavano nel modo più evidente la dipendenza dell’uomo dall’animale.
La fattura dei vestiti corrispondeva ad una precisa funzione, ma esprimeva anche un valore simbolico: dal momento che le mode variavano di regione in regione, il vestiario costituiva un’importante simbolo di identità e di coesione sociale.
Gli abiti impermeabili fatti di intestino di mammiferi marini venivano usati per la caccia in mare.
Metri e metri di intestini tubolari venivano raschiati, gonfiati e prosciugati.
Sembravano pergamena trasparente, in apparenza fragile, ma incredibilmente resistenti se oliati.
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