
Abiti barocchi, e rococò, con gale e nastri sfarzosi per una festa da ballo settecentesca.
Sono le ambigue creazioni, non di uno stilista, ma di un giovane artista bolognese: Adriano Persiani (classe 1972).
Ambigue, perché sotto l’immagine lussuosa del costume cortigiano e della ricostruzione d’epoca, si cela un’anima borghese e prosaica, una faccia di tutti i giorni.
Persiani infatti utilizza per la creazione dei suoi vestiti, i materiali più poveri e dozzinali, in contrasto col taglio pretenzioso e teatrale dei modelli.
Dunque avvicinandoci meglio, per smascherare l’inganno, troveremo che la “stoffa” in cui sono stati tagliati è quella dei più comuni asciugamani da bagno, oppure la plastica cerata dei tavoli da cucina. 
Ma dal momento che è più facile credere alla favola legata ad un abbigliamento principesco, che alla sua copia ironica e domestica, trovandoci di fronte a queste opere in una galleria d’arte, faticheremo a svelare il sottile inganno sulla vera natura delle cose, inscenato per noi dal loro autore.
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